La sfida della seduzione educativa

Il compito di ogni educatore è quello di dare ai figli del mondo strumenti per poter andare nel mondo liberi e felici, avendo fatto proprie le regole sociali in cui tutti siamo inseriti.

Per questo in educazione non conta il risultato immediato di un'azione educativa ma piuttosto quanto quell'azione ti avvicina o allontana dalla vera meta che è la loro libertà nel mondo. In questo senso un bambino ubbidiente non è per forza un bambino educato ed un alunno con tutti dieci non è per forza un bravo studente. Se infatti l'ubbidienza o lo studio sono figli della paura di una punizione, di un ricatto emotivo (ti voglio bene ma…), della durezza degli adulti, il bambino odierà quell'insegnamento educativo, regola di vita o studio o scuola che sia. Ad esempio: sono educato alle regole della strada se rallento alla vista del limite di velocità e non alla vista della macchina dei carabinieri o dell'autovelox.

La vera sfida dell'educatore è la seduzione educativa.

Quel processo attraverso cui cerco di conquistare il bambino ai valori, regole, usi che fanno parte della mia educazione. In fondo non è difficile farlo perché il bambino guarda costantemente gli adulti di riferimento. Basta, quotidianamente, essere semplicemente ciò che chiediamo a lui di essere.

Il bimbo ci guarda, basta essere gli adulti che vorremmo che lui diventasse.