In credito di felicità

Mi viene in mente la lettera di una madre ricevuta recentemente. L'ho stampata per leggerla a mia madre, in fondo riguarda anche noi, forse riguarda tutti. (…)


"Mi ricordo ancora quando mio padre mi correva dietro ed io giravo intorno al tavolo perché mi voleva picchiare. 
Oggi ricordo anche quando mio padre si alzava la mattina alle cinque per andare a lavorare in campagna e mia madre gli preparava il pranzo e lo metteva in una borsa. Mio padre usciva e andava dal fornaio e si comprava il pane e una focaccia con le olive. La sera quando tornava ero lì che lo aspettavo perché sapevo che mi avrebbe portato quella focaccia, senza sapere che lui se ne era privato per donarla a me."

Credo che per quella figlia quella focaccia rappresenti la risposta a tante domande su cosa dovrebbe essere un padre. Non uno che ti ricorda il bene che fa per te, ma forse uno che fa del bene per il piacere di vedere quell'attesa e quella gioia nei tuoi occhi. Sarebbe bello dire ai figli che non si è vissuto solo per loro, sacrificandosi con quella focaccia, ma che la loro presenza ha reso pieno di senso la propria vita ed ha reso quella focaccia non mangiata la più buona di tutte. Forse così sarebbe più semplice per i figli andare per il mondo leggeri e felici, sentendo di essere in credito di felicità più che in debito con qualcuno per essa. 

(Da "I bambini lo sanno" Lorenzo Braina)