DISPERSI E SALVATI


"Braina vieni all'interrogazione!!!"
"E' inutile che mi chiami professore’, tanto lo sa che non vengo!"

Si, certo che lo sapeva. Non andavo per nessuno all'interrogazione quell'anno.
Avevo diciotto anni e stavo ancora in seconda. Ero tornato a scuola dopo aver lavorato e vissuto, ma non avevo ancora toccato il fondo della mia adolescenza sbagliata e avevo deciso di toccarlo quell'anno cominciando dal farmi bocciare ancora una volta (poi avrei scoperto negli anni che oltre il fondo c'è altra terra da scavare!).
Lei sorrise: "Non ti preoccupare Lorenzo, se non vieni tu vengo io" e dopo averlo detto si alzò e venne nel mio banco a parlare insieme del senso della vita.
Era così lei. Continuava a credere in te anche quando tu non ci credevi più.
Ricordo che quel giorno, dopo avermi dato due e dopo avermi detto di stare tranquillo che mi avrebbe bocciato anche quell'anno (era quello che volevo!), mi guardò ammirata e mi disse: "Lorenzo sei proprio speciale. Ti boccio anche quest'anno… ma tu farai grandi cose nella vita. Mi sembra di vederti!".
Lei, la mia insegnante, mi insegnò che si può bocciare lo studente ma promuovere l'uomo. Mi insegno che il rispetto crea legame. Mi insegnò ad amarmi anche nei momenti brutti perché c'è sempre qualcosa di bello che aspetta solo di venire fuori.